Ciao a tutti, mi chiamo Riccardo e sono di Padova, ho 44 anni.
A maggio del 2007 mi sveglio una mattina e mi ritrovo con il dito indice della mano destra gonfio e dolente. Questo è stato l'inizio. Dopo circa 6 mesi di dolori, visite, iniezioni di cortisone in guaina tendinea, imprecazioni per guidare macchina, moto e anche solo per tirare su la cerniera dei pantaloni

si scopre che sono affetto da artrite reumatoide sieronegativa.
Il mio medico di base non mi spiega molto bene a cosa vado incontro però dal suo tono intuisco che non sarà una passeggiata. Comunque sia, forte della mia incapacità di prendere le cose troppo sul serio, cerco di vivere la mai vita al meglio perciò me la godo. Mangio, viaggio in moto, vado a cavallo, gioco a tennis (malamente devo dire vista la situazione). L'inverno successivo però cominciano i guai, dolori lancinanti alle anche, ai piedi (gonfi sotto). La mattina non riesco ad alzarmi dal letto e quando finalmente ci riesco ad ogni movimento vedo le stelle e ci vogliono ore per cominciare a muovermi con un minimo di decenza. Zoppico tutta la giornata e quando torno a letto la sera piango dai dolori.
Devo dire che ho passato proprio un brutto periodo, ero proprio giù di morale. Nel frattempo i dottori mi consigliano di prendere un antidolorifico alla necessità (ma mica posso prenderne 3 al giorno per 6 mesi) perciò li supplico di darmi un'alternativa. Il cortisone. No grazie, preferisco i dolori. E così vado avanti per la mia strada, sempre più bloccato e sempre più dolorante. Ritorna la primavera ed io comincio ad avere un periodo in cui, tra l'assuefazione al dolore e i dolori meno insistenti, mi sento meglio.
Tra lo svegliarmi con qualche nuovo sintomo e il non svegliarmi affatto, preferisco di gran lunga la prima opzione. Ed è così che una mattina mi sveglio, mi sento anche bene, vado davanti allo specchio per radermi e..........noto con un certo disappunto che all'altezza della gola c'è un intruso

. Durante la notte devo aver ingoiato una palla da tennis, non c'è altra spiegazione. Invece l'altra spiegazione c'è ed è così semplice che mi ritrovo sveglio su un letto di ospedale dopo una parziale asportazione della tiroide.
Mio padre ha 80 anni e gioca a tennis, mia madre ne ha 76 e va in bicicletta e io a 44 vado a pezzi. Non mi pare mica una bella cosa.
Il morale va sempre peggio e credo che questo non sia un fattore di scarsa importanza perchè da quando i mio morale è più alto le cose vanno meglio. Dalla scorsa estate ho cominciato a correre ed a fare un pò di attività fisica più intensa. Il prezzo è stato alto soprattutto i primi mesi. Però ora posso dire di farmi 10 chilometri in 54 minuti oppure 17-18 chilometri di salite e discese. Certo i dolori non passano ma.......come dire, li affronto in modo un pò più sereno.
A settembre ho fatto una visita di controllo e mi sarebbe stata consigliata attività in assenza di peso, però non mi hanno trovato malissimo. Perciò continuo per qusta strada.
Nel tempo questa esperienza mi ha fatto nascere un sacco di dubbi e di domande. Vorrei tanto capire se l'insorgenza di queste malattie autoimmuni è in aumento negli ultimi 10-20 anni, vorrei capire se ci sono zone d'Italia in cui si può riscontrare una maggiore concentrazione di casi e cosa lega questi casi. Tanto per intenderci, a Padova ci sono un numero pazzesco di casi di insorgenza di diabete mellito (mia figlia poco dopo la somministrazione di una vaccinazione obbligatoria) io mi sono ammalato (dopo la prima e ultima somministrazione di vaccino anti influenzale - una fatalità?) e attorno a me negli ultimi due anni si sono ammalate di malattie autoimmuni 9 persone che conosco perchè rientrano nella cerchia di persone affettivamente più vicina. Quindi non parlo di semplici conoscenze. Crohn, diabete, artriti varie, spondiliti, morbo di Behcet mi sembra impossibile non essermi imbattuto in niente di tutto ciò per 40 anni e poi improvvisamente....... Ma forse si tratta solo di "paturnie".....
Comunque a me è successo questo e, come accennato, non so cosa mi aspetta, da quel poco che ho letto nel forum credo di essere anche piuttosto fortunato.
Da oggi quindi sono qui, in mezzo a voi, sperando che la condivisione di gioie e dolori possa essere di aiuto a tutti.
Un abbraccio a tutti.